Nelle indagini forensi una delle domande centrali è: da dove proviene il campione esaminato? Un importante strumento analitico che può aiutarci nel rispondere al quesito è rappresentato dall’analisi dei rapporti di isotopi stabili di biolementi (IRMS). Esaminando le minuscole variazioni nell’abbondanza relativa degli isotopi stabili degli elementi carbonio ( 13C/12C), azoto ( 15N/14N), zolfo ( 34S/32S), idrogeno ( 2H/1H), e ossigeno ( 18O/16O), misurata come rapporto ed espressa in delta (ad esempio δ 13C) “per mil” (‰) o in milliurey (mUr), è possibile scoprire una firma unica e nascosta, rivelando informazioni sulla fonte e sulla storia di un campione. La composizione isotopica può essere misurata tramite spettrometro di massa isotopica (IRMS) su campioni talquali, dopo combustione con un analizzatore elementare o pirolisi tramite un pirolizzatore, o sui suoi singoli componenti volatili (es. vanillina) o resi volatili tramite derivatizzazione (es. amminoacidi) e separati tramite tecnica gascromatografica GC o separati tramite cromatografia liquida LC (es. zuccheri). Oggi questa analisi è uno strumento approvato nella scienza forense e viene utilizzata per un'ampia gamma di applicazioni. Essa può aiutare a determinare se campioni di sostanze chimicamente simili (farmaci, esplosivi, fibre, ecc.) condividono una fonte o una storia comune [1], viene utilizzata per distinguere i prodotti contraffatti (ad esempio prodotti farmaceutici, alimenti e aromi) da materiali autentici [2, 3], per determinare le fonti di tessuti animali come l'avorio, per indagare sui resti umani quando viene trovato un corpo non identificato [4] e per determinare se un atleta ha utilizzato farmaci per migliorare le sue prestazioni.

Perini, M.; Pianezze, S. (2024). Applicazione degli isotopi stabili di bioelementi a supporto dell'analisi forense. In: 4th MS Forensics 2024: L'errore nell'ambito delle applicazioni di chimica forense, Roma, 21-22 marzo 2024: 29. handle: https://hdl.handle.net/10449/84678

Applicazione degli isotopi stabili di bioelementi a supporto dell'analisi forense

Perini, M.
Primo
;
Pianezze, S.
Ultimo
2024-01-01

Abstract

Nelle indagini forensi una delle domande centrali è: da dove proviene il campione esaminato? Un importante strumento analitico che può aiutarci nel rispondere al quesito è rappresentato dall’analisi dei rapporti di isotopi stabili di biolementi (IRMS). Esaminando le minuscole variazioni nell’abbondanza relativa degli isotopi stabili degli elementi carbonio ( 13C/12C), azoto ( 15N/14N), zolfo ( 34S/32S), idrogeno ( 2H/1H), e ossigeno ( 18O/16O), misurata come rapporto ed espressa in delta (ad esempio δ 13C) “per mil” (‰) o in milliurey (mUr), è possibile scoprire una firma unica e nascosta, rivelando informazioni sulla fonte e sulla storia di un campione. La composizione isotopica può essere misurata tramite spettrometro di massa isotopica (IRMS) su campioni talquali, dopo combustione con un analizzatore elementare o pirolisi tramite un pirolizzatore, o sui suoi singoli componenti volatili (es. vanillina) o resi volatili tramite derivatizzazione (es. amminoacidi) e separati tramite tecnica gascromatografica GC o separati tramite cromatografia liquida LC (es. zuccheri). Oggi questa analisi è uno strumento approvato nella scienza forense e viene utilizzata per un'ampia gamma di applicazioni. Essa può aiutare a determinare se campioni di sostanze chimicamente simili (farmaci, esplosivi, fibre, ecc.) condividono una fonte o una storia comune [1], viene utilizzata per distinguere i prodotti contraffatti (ad esempio prodotti farmaceutici, alimenti e aromi) da materiali autentici [2, 3], per determinare le fonti di tessuti animali come l'avorio, per indagare sui resti umani quando viene trovato un corpo non identificato [4] e per determinare se un atleta ha utilizzato farmaci per migliorare le sue prestazioni.
2024
Perini, M.; Pianezze, S. (2024). Applicazione degli isotopi stabili di bioelementi a supporto dell'analisi forense. In: 4th MS Forensics 2024: L'errore nell'ambito delle applicazioni di chimica forense, Roma, 21-22 marzo 2024: 29. handle: https://hdl.handle.net/10449/84678
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