L'aria è un ecosistema dinamico che ospita l'aerobioma, l’insieme di batteri, funghi e pollini che rappresenta una biodiversità invisibile ma essenziale per il funzionamento degli ecosistemi e per la salute umana. La relazione tra biodiversità atmosferica, gestione del verde urbano e salute pubblica, è complessa. Se da un lato l'esposizione ai microrganismi rafforza il sistema immunitario, dall'altro la presenza di piante anemofile con pollini allergenici (come cipressi e betulle) rappresenta una sfida crescente, aggravata dai cambiamenti climatici che estendono le stagioni polliniche. In questo scenario, il monitoraggio aerobiologico si rivela fondamentale. L'esperienza della Fondazione Edmund Mach, attiva in questa disciplina scientifica dal 1990, dimostra come il campionamento e l'analisi microscopica di pollini e spore permettano di fornire informazioni tempestive ai cittadini e di studiare gli impatti climatici sulle fioriture. La ricerca attuale sta evolvendo verso un approccio integrato, come dimostrato dal progetto internazionale AirBiD. Attraverso il monitoraggio in cinque città europee (tra cui Trento), AirBiD combina la microscopia classica con tecniche avanzate di sequenziamento di DNA ambientale (eDNA) e citizen science per indagare e mappare l'aerobioma urbano. L'obiettivo finale è trasformare la gestione del verde pubblico in uno strumento di prevenzione a favore della salute umana. Una pianificazione urbana "intelligente", basata sulla scelta di specie non allergeniche e sulla diversificazione degli habitat, può mitigare i rischi per i soggetti allergici promuovendo al contempo la resilienza climatica

Cristofori, A.; Cristofolini, F.; Di Cocco, A.; Gottardini, E. (2026). La biodiversità che respiriamo: l’impatto cruciale del verde urbano sulla composizione del microbioma nell’aria. IL CESALPINO, 26 (66): 33-35. handle: https://hdl.handle.net/10449/95576

La biodiversità che respiriamo: l’impatto cruciale del verde urbano sulla composizione del microbioma nell’aria

Cristofori, A.
Primo
;
Cristofolini, F.;Di Cocco, A.;Gottardini, E.
Ultimo
2026-01-01

Abstract

L'aria è un ecosistema dinamico che ospita l'aerobioma, l’insieme di batteri, funghi e pollini che rappresenta una biodiversità invisibile ma essenziale per il funzionamento degli ecosistemi e per la salute umana. La relazione tra biodiversità atmosferica, gestione del verde urbano e salute pubblica, è complessa. Se da un lato l'esposizione ai microrganismi rafforza il sistema immunitario, dall'altro la presenza di piante anemofile con pollini allergenici (come cipressi e betulle) rappresenta una sfida crescente, aggravata dai cambiamenti climatici che estendono le stagioni polliniche. In questo scenario, il monitoraggio aerobiologico si rivela fondamentale. L'esperienza della Fondazione Edmund Mach, attiva in questa disciplina scientifica dal 1990, dimostra come il campionamento e l'analisi microscopica di pollini e spore permettano di fornire informazioni tempestive ai cittadini e di studiare gli impatti climatici sulle fioriture. La ricerca attuale sta evolvendo verso un approccio integrato, come dimostrato dal progetto internazionale AirBiD. Attraverso il monitoraggio in cinque città europee (tra cui Trento), AirBiD combina la microscopia classica con tecniche avanzate di sequenziamento di DNA ambientale (eDNA) e citizen science per indagare e mappare l'aerobioma urbano. L'obiettivo finale è trasformare la gestione del verde pubblico in uno strumento di prevenzione a favore della salute umana. Una pianificazione urbana "intelligente", basata sulla scelta di specie non allergeniche e sulla diversificazione degli habitat, può mitigare i rischi per i soggetti allergici promuovendo al contempo la resilienza climatica
Settore BIOS-01/C - Botanica ambientale e applicata
2026
Cristofori, A.; Cristofolini, F.; Di Cocco, A.; Gottardini, E. (2026). La biodiversità che respiriamo: l’impatto cruciale del verde urbano sulla composizione del microbioma nell’aria. IL CESALPINO, 26 (66): 33-35. handle: https://hdl.handle.net/10449/95576
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