Scopo della ricerca Negli ultimi decenni sono stati sviluppati diversi programmi di miglioramento genetico in Europa e oltreoceano al fine di produrre ibridi resistenti, molti dei quali sono stati adottati anche per la coltivazione. A partire dal 2021, è stato finanziato un progetto quadriennale con l'obiettivo di valutare l’idoneità di varietà resistenti di vite alla coltivazione in Friuli Venezia Giulia. Materiali e metodi Dal 2021 al 2025 è stata monitorata settimanalmente la fenologia primaverile di 38 varietà ibride secondo la classe BBCH. I dati meteorologici sono stati utilizzati per calcolare numerosi indici ambientali, al fine di trovare quelli meglio correlati all’epoca di germogliamento. Un’analisi PAM (Partitioning Around Medoids) è stata impiegata per suddividere le varietà sulla base del loro comportamento fenotipico. Principali risultati I dati fenologici analizzati tramite PAM hanno consentito di suddividere le varietà in due distinti gruppi corrispondenti a 24 varietà a germogliamento precoce e 14 tardive, rappresentati da Charvir e Cabernet Eidos, rispettivamente. Un’analisi PLS ha rivelato che, tra le variabili ambientali considerate, gli indici di accumulo di temperature fredde sono i principali fattori in grado di spiegare l’epoca di germogliamento, nello specifico, la sommatoria termica delle temperature minime sotto i 3°C (ΣminU3) è il fattore ambientale che ha fornito la migliore correlazione con la data di germogliamento. Conclusioni Questi dati mostrano come la variabile ambientale che meglio spiega il germogliamento non è un indice di accumulo temperature sopra una certa soglia (GDD), ma l’estensione e la persistenza di temperature fredde durante l’inverno. Queste evidenze possono dare preziose indicazioni per un uso informato delle varietà resistenti in un contesto di cambiamento climatico.

Bettinelli, P.; Nicolini, D.; Antonini, P.; Betta, G.; Migliaro, D.; De Oliveira, G.L.; Zulini, L.; Costantini, L.; Stefanini, M.; Vezzulli, S. (2026). Dalla biodiversità all’innovazione: il germoplasma FEM per la viticoltura di domani. In: CONAVI 2026 – XI Convegno Nazionale di Viticoltura, Bolzano, 9-11 giugno 2026: 48. handle: https://hdl.handle.net/10449/98235

Dalla biodiversità all’innovazione: il germoplasma FEM per la viticoltura di domani

Bettinelli, P.
Primo
;
Nicolini, D.;Antonini, P.;Betta, G.;Zulini, L.;Costantini, L.;Stefanini, M.;Vezzulli, S.
Ultimo
2026-01-01

Abstract

Scopo della ricerca Negli ultimi decenni sono stati sviluppati diversi programmi di miglioramento genetico in Europa e oltreoceano al fine di produrre ibridi resistenti, molti dei quali sono stati adottati anche per la coltivazione. A partire dal 2021, è stato finanziato un progetto quadriennale con l'obiettivo di valutare l’idoneità di varietà resistenti di vite alla coltivazione in Friuli Venezia Giulia. Materiali e metodi Dal 2021 al 2025 è stata monitorata settimanalmente la fenologia primaverile di 38 varietà ibride secondo la classe BBCH. I dati meteorologici sono stati utilizzati per calcolare numerosi indici ambientali, al fine di trovare quelli meglio correlati all’epoca di germogliamento. Un’analisi PAM (Partitioning Around Medoids) è stata impiegata per suddividere le varietà sulla base del loro comportamento fenotipico. Principali risultati I dati fenologici analizzati tramite PAM hanno consentito di suddividere le varietà in due distinti gruppi corrispondenti a 24 varietà a germogliamento precoce e 14 tardive, rappresentati da Charvir e Cabernet Eidos, rispettivamente. Un’analisi PLS ha rivelato che, tra le variabili ambientali considerate, gli indici di accumulo di temperature fredde sono i principali fattori in grado di spiegare l’epoca di germogliamento, nello specifico, la sommatoria termica delle temperature minime sotto i 3°C (ΣminU3) è il fattore ambientale che ha fornito la migliore correlazione con la data di germogliamento. Conclusioni Questi dati mostrano come la variabile ambientale che meglio spiega il germogliamento non è un indice di accumulo temperature sopra una certa soglia (GDD), ma l’estensione e la persistenza di temperature fredde durante l’inverno. Queste evidenze possono dare preziose indicazioni per un uso informato delle varietà resistenti in un contesto di cambiamento climatico.
2026
Bettinelli, P.; Nicolini, D.; Antonini, P.; Betta, G.; Migliaro, D.; De Oliveira, G.L.; Zulini, L.; Costantini, L.; Stefanini, M.; Vezzulli, S. (2026). Dalla biodiversità all’innovazione: il germoplasma FEM per la viticoltura di domani. In: CONAVI 2026 – XI Convegno Nazionale di Viticoltura, Bolzano, 9-11 giugno 2026: 48. handle: https://hdl.handle.net/10449/98235
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